Quando si vuole perdere peso si inizia sempre con il guardarsi la pancia, il fondoschiena e i fianchi, le cosce e si trascura la parte del corpo da dove inizia il processo dell’accumulo di grasso:
la tua testa.
Non sono impazzito, è solo che essere in sovrappeso ha delle cause che spesso stanno proprio nella propria mente, il grasso in eccesso non è una causa, è solo un effetto.
È come voler curare il sintomo anziché curare la malattia.
Questo purtroppo è ormai una routine, anche la moderna medicina si concentra più sugli effetti che sulle cause, prova ad andare da un medico e dirgli che hai mal di testa, cosa farà? Ti prescriverà un farmaco per il dolore senza vedere cosa causa quel mal di testa, in pratica non curerà il male, ma solo il suo sintomo.
Cosa fai tu (e anche io fino a qualche tempo addietro) q
uando ti metti a dieta?
Curi la causa o l’effetto?
Perdere peso è relativamente facile, mantenere il peso una volta ottenuto è molto più difficile,
la dieta è una medicina per l’effetto (il sintomo) ma contemporaneamente dovresti curare anche la causa.
La tua mente è la prima causa del tuo sovrappeso, piccolo o grande che sia.
Nella tua mente sono radicate convinzioni, credenze, regole, abitudini, schemi mentali e percorsi sinaptici grandi come autostrade.
Qualcosa di tutto questo va modificato, scoprire cosa è il vero problema, intanto va analizzato l’aspetto più importante, l’abitudine più frequente in chi convive con il sovrappeso,
ossia il mangiare per ragioni emotive
In un dato momento della nostra vita a seguito di uno scompenso emotivo, abbiamo mangiato pur non avendo fame, abbiamo ottenuto delle emozioni positive ed il nostro cervello ha attivato una relazione tra mangiare e stare meglio dopo uno scompenso emotivo.
In pratica ha tracciato un sentiero.
Poi l’evento si è ripetuto più volte fino a che il sentiero è diventato un autostrada, e adesso basta un niente che ci si ritrova a guardare il frigo spalancato.
Come rimediare?
Semplice, solcando altri sentieri, altre strade, percorrendo queste stradine sempre più spesso e abbandonando via via l’autostrada percorsa per anni.
Quando sei triste, stressato/a, ansioso, giù di morale, prova a trovare un’alternativa al cibo, una passeggiata, un libro, telefonare ad un’amica, qualcosa che sia una tua scelta e non una risposta automatica della tua mente.
Non necessariamente dovrai fare qualcosa, all’inizio puoi solo immaginare di farlo.
La mente traccia nuovi collegamenti neurali (esperienze) sia quando le viviamo sia quando le immaginiamo vividamente, devi sfruttare questo aspetto della tua mente a tuo vantaggio.
Sei stanco e stressato? Divoreresti il frigo dalla fame nervosa?
Immagina di fare una camminata, di respirare profondamente e di sentirti subito meglio, sorridi, senti lo stress che svanisce, provalo con intensità.
Il risultato? La tua mente assocerà camminare e respirare come possibile rimedio per lo stress, fallo sempre più spesso e diverrà sempre più reale,
prima o poi avrai voglia di fare una passeggiata vera, almeno quanto di attaccare il frigo, quello è il segnale che il sentiero è spianato, a quel punto agire consoliderà i risultati rendendo il nuovo sentiero una nuova e più produttiva autostrada.
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